16 Giugno 2026
Dal 2026 cambia la gestione del TFR (trattamento di fine rapporto) per le aziende con più di 60 dipendenti, che devono versare le quote al Fondo di tesoreria INPS. Il termine per l’adeguamento è stato spostato al 16 luglio 2026: entro quella data il versamento delle quote maturate nei primi 6 mesi dell’anno può avvenire senza sanzioni né interessi.
L’obbligo riguarda le imprese che, alla fine del 2025, hanno superato la soglia dimensionale prevista. Il principio resta quello già noto: al crescere dell’azienda, la gestione del TFR non è più interna ma passa in parte all’INPS, pur senza modificare i diritti economici del lavoratore.
Le regole cambiano in base alla storia dell’impresa: le aziende nuove o quelle che hanno variato organico devono verificare soglie e medie occupazionali al 31 dicembre 2025. Anche se il numero di dipendenti scende successivamente sotto la soglia, l’obbligo resta valido perché conta la situazione registrata a fine anno.
Per i dipendenti il meccanismo non cambia in modo sostanziale: il diritto al TFR resta invariato. In genere l’azienda anticipa la liquidazione e poi recupera le somme tramite conguaglio con l’INPS. Il lavoratore non interviene nella gestione del fondo, salvo eventuale adesione a un fondo pensione.
Infine, dal 1° luglio 2026 si rafforza la previdenza complementare: per i nuovi assunti scatta un sistema di silenzio-assenso più stringente. Se entro 60 giorni non dichiarano di non voler aderire, vengono iscritti automaticamente a un fondo pensione negoziale, con confluenza del TFR e dei contributi.
In attesa delle istruzioni operative della COVIP, che definiranno i dettagli applicativi del nuovo sistema le aziende dovranno aggiornare le informazioni fornite ai neoassunti.
