30 Giugno 2026
Da domani entrano in vigore le nuove regole sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR) introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025). La riforma rafforza il meccanismo del silenzio assenso, prevedendo l’adesione automatica alla previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato.
L’obiettivo è favorire la diffusione dei fondi pensione e sostenere la costruzione di una pensione integrativa, in un contesto di assegni previdenziali pubblici sempre meno generosi. Le nuove disposizioni sono state chiarite dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), l’Autorità indipendente che vigila sul sistema della previdenza complementare e tutela gli iscritti ai fondi pensione, con le linee guida pubblicate il 22 giugno 2026.
TFR e fondi pensione: come funziona il nuovo silenzio assenso
La novità riguarda i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026 nel settore privato (esclusi i lavoratori domestici).
Se entro 60 giorni dall’assunzione il lavoratore non esprime alcuna scelta, viene automaticamente iscritto al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato in azienda e il TFR maturando viene destinato alla previdenza complementare.
Entro i 60 giorni è comunque possibile:
• rinunciare all’adesione automatica;
• mantenere il TFR in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS, nei casi previsti);
• scegliere un diverso fondo pensione.
Trascorso il termine, la destinazione del TFR al fondo pensione diventa irrevocabile, mentre chi inizialmente decide di lasciare il TFR in azienda potrà aderire a una forma di previdenza complementare anche in un momento successivo.
Salvo specifiche eccezioni, con l’adesione automatica confluiscono nel fondo pensione anche i contributi del datore di lavoro e quelli del lavoratore previsti dal contratto collettivo.
Nuovi obblighi per le imprese
La riforma introduce novità anche per i datori di lavoro.
Dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di versare il TFR al Fondo Tesoreria INPS viene esteso anche alle imprese che superano la soglia dimensionale prevista dopo l’avvio dell’attività.
In particolare:
• nel biennio 2026-2027 l’obbligo riguarda le aziende con almeno 60 dipendenti;
• dal 2032 la soglia sarà ridotta a 40 dipendenti.
L’obiettivo è uniformare gli obblighi contributivi e compensare il maggiore afflusso di TFR verso i fondi pensione determinato dal nuovo meccanismo di adesione automatica.
Le indicazioni della COVIP
Le linee guida della COVIP chiariscono diversi aspetti operativi della riforma, tra cui:
• esclusione dei contratti a termine inferiori a 60 giorni;
• nessun effetto dell’adesione automatica se il rapporto di lavoro termina entro i primi 60 giorni;
• possibilità di rinuncia con effetto retroattivo entro il termine previsto;
• obblighi informativi a carico dei fondi pensione e verifiche richieste ai datori di lavoro prima dell’iscrizione.
Cosa cambia per lavoratori e aziende
Con la riforma del TFR 2026, il silenzio assenso diventa la regola per i nuovi assunti: chi non sceglie entro 60 giorni aderisce automaticamente alla previdenza complementare. Per le imprese, invece, si ampliano gli obblighi di versamento al Fondo Tesoreria INPS e gli adempimenti connessi alla gestione del TFR.
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