15 Settembre 2026
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per la Famiglia hanno definito le regole operative per accedere allo sgravio contributivo destinato alle imprese che ottengono la certificazione sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Il decreto dà attuazione al decreto-legge che ha introdotto l’agevolazione per i datori di lavoro che adottano politiche a favore della famiglia e della conciliazione vita-lavoro.
Sgravio contributivo fino all’1%
L’agevolazione consiste in una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%, con un limite massimo di 50.000 euro all’anno per ciascuna impresa.
Per accedere allo sgravio, l’azienda deve ottenere la certificazione prevista dalla Prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, pubblicata il 14 aprile 2026.
La prassi individua 6 aree nelle quali il datore di lavoro deve dimostrare di avere adottato misure concrete:
• flessibilità organizzativa;
• sostegno alla maternità e alla paternità;
• supporto alla cura dei familiari non autosufficienti;
• iniziative di welfare familiare;
• promozione del benessere dei dipendenti;
• tutela della continuità di carriera dopo il rientro dai congedi.
La certificazione ha una durata di 36 mesi e viene rilasciata da organismi di valutazione della conformità accreditati. Il titolo può essere rinnovato secondo le normali procedure di certificazione.
Come richiedere lo sgravio all’INPS
L’accesso all’agevolazione richiede la presentazione di una domanda telematica all’INPS. L’istanza potrà essere trasmessa dal legale rappresentante dell’impresa, da un suo delegato oppure da un professionista abilitato, come un consulente del lavoro, un avvocato o un commercialista.
Le modalità e le scadenze saranno definite dall’INPS con apposite istruzioni operative.
Nella domanda dovranno essere indicati:
• i dati identificativi dell’impresa;
• la retribuzione media mensile complessiva stimata per il periodo di validità della certificazione;
• l’aliquota contributiva datoriale media stimata;
• la forza lavoro media aziendale prevista.
L’impresa dovrà inoltre dichiarare di essere in possesso di una certificazione valida, indicando il relativo codice identificativo alfanumerico e il nome dell’organismo che l’ha rilasciata. Dovrà anche attestare di non essere destinataria di provvedimenti che comportino la sospensione dai benefici contributivi.
Da quando spetta il beneficio
Lo sgravio decorre dal 28 giugno 2026, data di entrata in vigore della legge n. 112/2026, e può essere riconosciuto per tutta la durata della certificazione, senza comunque superare il 31 dicembre 2028.
Questo significa che un’impresa che ottiene la certificazione e presenta la domanda entro il primo termine utile previsto dal calendario annuale dell’INPS può beneficiare dell’agevolazione per l’intero periodo di 36 mesi di validità della certificazione, nei limiti temporali previsti dalla normativa.
Fondi limitati e possibile riduzione dello sgravio
La misura è finanziata con risorse complessive limitate:
• 7 milioni di euro per il 2026;
• 12 milioni di euro per il 2027;
• 12 milioni di euro per il 2028.
L’INPS verificherà le richieste tenendo conto delle risorse disponibili. Se l’ammontare delle domande dovesse superare i fondi stanziati, l’importo dello sgravio riconosciuto a ciascuna impresa sarà ridotto proporzionalmente.
Cosa rischia chi utilizza indebitamente lo sgravio
Il decreto stabilisce anche specifiche conseguenze per le imprese che usufruiscono dell’esonero contributivo senza averne effettivamente diritto. In particolare, in caso di utilizzo indebito dello sgravio, l’impresa è tenuta a restituire le somme indebitamente fruite, oltre agli eventuali interessi e alle sanzioni previste dalla normativa vigente. La perdita del beneficio può inoltre riguardare l’intero periodo di agevolazione, qualora vengano meno i requisiti richiesti per il suo riconoscimento.
