15 Luglio 2026
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato sul proprio sito le nuove linee guida dedicate ai rischi della postura prolungata in posizione seduta o in piedi durante l’attività lavorativa. Il documento, realizzato dal gruppo di lavoro EMEX nell’ambito dello SLIC, in collaborazione con EU-OSHA, evidenzia come le posture statiche rappresentino un importante fattore di rischio per la salute dei lavoratori.
Le malattie cardiovascolari, seconda causa di decessi correlati al lavoro, sono infatti associate anche al mantenimento prolungato della stessa posizione, sia seduta sia in piedi. Il messaggio principale delle linee guida è chiaro: il contrario dello stare seduti non è stare in piedi, ma muoversi. Alternare seduta, stazione eretta e movimento è la strategia più efficace per ridurre i rischi.
I settori maggiormente interessati
Il rischio riguarda numerose attività lavorative, tra cui:
• lavoro d’ufficio e smart working;
• autotrasporto e trasporto pubblico;
• commercio e vendita;
• scuola e formazione;
• alberghi, ristorazione e parrucchieri;
• call center;
• industria manifatturiera;
• operatori di gru.
I principali rischi per la salute
La permanenza prolungata nella stessa postura può favorire:
• ipertensione e riduzione del flusso sanguigno;
• sindrome metabolica;
• malattie cardiovascolari e ictus;
• vene varicose;
• diabete di tipo 2.
Soglie di rischio e pause consigliate
Le linee guida individuano alcune soglie indicative:
Situazione Soglia di rischio
Posizione in piedi Oltre 1 ora continuativa o 4 ore complessive al giorno
Posizione seduta Oltre 2 ore continuative o 5-6 ore complessive al giorno
Pausa attiva Alzarsi e muoversi almeno ogni 20-30 minuti
Attività fisica quotidiana Almeno 60 minuti al giorno per compensare gli effetti della sedentarietà
Cosa devono fare lavoratori e datori di lavoro
Per prevenire i rischi da postura statica, i lavoratori dovrebbero:
• alzarsi e camminare almeno ogni 20-30 minuti;
• alternare seduta, posizione eretta e movimento;
• effettuare micro-pause frequenti;
• segnalare eventuali postazioni che impediscono il movimento.
I datori di lavoro, invece, sono chiamati a:
• inserire il rischio da posture statiche nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
• promuovere formazione e sensibilizzazione dei lavoratori;
• progettare gli spazi per favorire gli spostamenti;
• adottare postazioni regolabili che consentano l’alternanza tra seduta e posizione eretta;
• organizzare la rotazione delle mansioni per evitare posture mantenute per l’intera giornata.
Le indicazioni dell’INL confermano che favorire il movimento durante la giornata lavorativa rappresenta una misura fondamentale per la tutela della salute, la prevenzione delle malattie cardiovascolari e il miglioramento del benessere nei luoghi di lavoro.

Cosa devono fare lavoratori e datori di lavoro
Per prevenire i rischi da postura statica, i lavoratori dovrebbero:
• alzarsi e camminare almeno ogni 20-30 minuti;
• alternare seduta, posizione eretta e movimento;
• effettuare micro-pause frequenti;
• segnalare eventuali postazioni che impediscono il movimento.
I datori di lavoro, invece, sono chiamati a:
• inserire il rischio da posture statiche nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
• promuovere formazione e sensibilizzazione dei lavoratori;
• progettare gli spazi per favorire gli spostamenti;
• adottare postazioni regolabili che consentano l’alternanza tra seduta e posizione eretta;
• organizzare la rotazione delle mansioni per evitare posture mantenute per l’intera giornata.
Le indicazioni dell’INL confermano che favorire il movimento durante la giornata lavorativa rappresenta una misura fondamentale per la tutela della salute, la prevenzione delle malattie cardiovascolari e il miglioramento del benessere nei luoghi di lavoro.
