2 Settembre 2026
Dallo scorso 8 agosto 2026 sono cambiate le regole sugli imballaggi compostabili. Il D.L. 143/2026 ha introdotto nuovi obblighi per specifiche categorie di imballaggi, coinvolgendo direttamente produttori e operatori delle filiere interessate.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2026, ha modificato il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) introducendo il nuovo articolo 226-quinquies. La disciplina si inserisce nel quadro del Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
La novità più importante? Non tutti gli imballaggi devono diventare compostabili. Gli obblighi riguardano soltanto determinate tipologie e, nei casi previsti, richiedono specifiche certificazioni di biodegradabilità e compostabilità.
Imballaggi compostabili: quali sono interessati
Il nuovo regime riguarda, tra gli altri:
• alcuni imballaggi monouso in plastica per prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati sotto 1,5 kg;
• specifici imballaggi monouso per alimenti e bevande utilizzati da alberghi, ristoranti e imprese di catering;
• alcune confezioni monodose;
• determinati imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene utilizzati nel settore ricettivo.
Per gli imballaggi interessati, nei casi previsti dalla norma, la conformità deve essere dimostrata attraverso la certificazione secondo la UNI EN 13432 o standard europei equivalenti.
Restano comunque condizioni ed esenzioni specifiche. Non si tratta, quindi, di un obbligo generalizzato di sostituire tutti gli imballaggi monouso.
Cosa devono verificare le imprese
Per produttori e aziende la nuova disciplina porta soprattutto un’esigenza: controllare gli imballaggi e la relativa documentazione.
È necessario verificare:
• quali imballaggi rientrano nel nuovo articolo 226-quinquies;
• se sono richieste certificazioni di biodegradabilità e compostabilità;
• la documentazione e le certificazioni rilasciate dai fornitori;
• la correttezza delle dichiarazioni di conformità e delle informazioni utilizzate per la commercializzazione.
L’attenzione riguarda in particolare le filiere agroalimentare, Ho.Re.Ca. e ricettiva.
Imballaggi alimentari: la compostabilità non è sufficiente
Per gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti resta obbligatorio rispettare anche la normativa sulla sicurezza dei materiali.
Un imballaggio, quindi, non è conforme semplicemente perché è compostabile: deve rispettare tutti i requisiti previsti dalla normativa applicabile.
Sanzioni fino a 25.000 euro
Il D.L. 143/2026 ha previsto anche un nuovo sistema sanzionatorio.
Chi viola gli obblighi sugli imballaggi compostabili rischia una sanzione amministrativa da 2.500 a 25.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.
Nei casi più gravi previsti dalla norma, la sanzione può arrivare fino a quattro volte il massimo.
Sono inoltre previste sanzioni per l’utilizzo di dichiarazioni di conformità o diciture ingannevoli o elusive.
Invitiamo chiunque desiderasse approfondire l’argomento a contattare il nostro ufficio ambiente e sicurezza al n. 0422 815 544, int. 3.
