1 Luglio 2026
La cassa integrazione per caldo eccessivo nel 2026 riguarda anche i settori autotrasporto e logistica, nei casi in cui le alte temperature rendano necessaria la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Il riferimento normativo è il Decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, che all’art. 6 introduce misure straordinarie per la gestione delle emergenze climatiche nell’ambito del PNRR.
Cassa integrazione caldo 2026: cosa prevede la norma
Per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2026, è possibile accedere agli ammortizzatori sociali in caso di:
• sospensioni o riduzioni dell’attività per eventi climatici eccezionali;
• ondate di calore e condizioni meteo estreme;
• eventi oggettivamente non evitabili.
Le imprese che ricorrono alla CIG beneficiano dell’esonero dal contributo addizionale, entro un limite di spesa pari a 4,9 milioni di euro, monitorato dall’INPS, che può bloccare le domande una volta esaurite le risorse.
Autotrasporto e logistica: ruolo delle ordinanze regionali
Accanto alla normativa nazionale, diverse ordinanze regionali limitano il lavoro nelle ore più calde (in genere 12.30–16.00) nei giorni di rischio elevato segnalati da Worklimate.
Le restrizioni, in molte Regioni, includono anche attività di logistica e trasporto, tra cui:
• movimentazione merci nei piazzali;
• consegne urbane (anche in bici o mezzi leggeri);
• attività di carico e scarico in aree esposte al sole.
Autisti professionisti: tutele dal CCNL Logistica
Per gli autisti, oltre alla CIG, il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione (art. 46) prevede misure organizzative per ridurre l’esposizione al caldo, tra cui:
• pianificazione delle attività nelle ore più fresche;
• riduzione del lavoro all’aperto e al sole;
• utilizzo di veicoli con cabina climatizzata;
• pause in aree ombreggiate e attrezzate;
• disponibilità di acqua e dispositivi di protezione dal caldo;
• monitoraggio costante delle condizioni climatiche.
Cosa devono fare le imprese
Le aziende di autotrasporto e logistica devono:
• verificare il nesso tra sospensione attività e condizioni climatiche eccezionali;
• documentare le motivazioni tecniche e organizzative;
• controllare le ordinanze regionali vigenti;
• integrare CIG, turni, pause e misure di prevenzione.
La gestione del caldo estremo richiede quindi un approccio integrato tra ammortizzatori sociali, sicurezza sul lavoro, ordinanze territoriali e CCNL.
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