7 Luglio 2026
Venerdì scorso l’INPS, tramite la Circolare n. 72, ha chiarito le regole operative del nuovo bonus assunzioni 2026, previsto dal Decreto 1° maggio (D.L. 62/2026, convertito nella L. 112/2026).
L’incentivo è rivolto alle aziende che trasformano un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, offrendo un importante risparmio sul costo del lavoro.
In cosa consiste l’incentivo
Per le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, il datore di lavoro può beneficiare dell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a proprio carico (esclusi i premi INAIL).
L’agevolazione è riconosciuta:
• fino a 24 mesi;
• nel limite massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore (16,12 euro al giorno per i mesi non interi).
Chi può beneficiare del bonus
L’esonero spetta se la trasformazione riguarda un lavoratore che:
• non abbia ancora compiuto 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni);
• non sia mai stato assunto con un contratto a tempo indeterminato nel corso della propria vita lavorativa;
• abbia un contratto a tempo determinato stipulato entro il 30 aprile 2026;
• abbia un contratto di durata non superiore a 12 mesi.
Quando il bonus non spetta
La circolare chiarisce alcuni casi che possono generare dubbi.
Non fanno perdere il beneficio
Il lavoratore può accedere all’incentivo anche se ha avuto in passato:
• un contratto di apprendistato;
• un contratto intermittente a tempo indeterminato;
• un rapporto di lavoro domestico a tempo indeterminato.
Fanno invece perdere il beneficio
L’agevolazione non è riconosciuta se il lavoratore ha già avuto:
• un precedente contratto a tempo indeterminato, anche in somministrazione;
• un contratto a tempo indeterminato cessato durante il periodo di prova;
• un contratto a tempo indeterminato concluso per dimissioni volontarie.
La normativa, inoltre, non si applica alle trasformazioni di:
• apprendistato;
• lavoro domestico;
• lavoro intermittente (a chiamata);
• personale dirigente.
Attenzione ai licenziamenti
Per mantenere il diritto all’incentivo è necessario rispettare alcune condizioni.
L’azienda non deve aver effettuato, nella stessa unità produttiva, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti la trasformazione.
Inoltre, nei 6 mesi successivi, non può licenziare per giustificato motivo oggettivo:
• il lavoratore stabilizzato;
• un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva.
In caso di violazione, l’INPS revoca il beneficio e recupera gli importi già fruiti.
Restano esclusi da questo divieto i licenziamenti dovuti a sopravvenuta inidoneità assoluta al lavoro o al superamento del periodo di comporto.
Incremento dell’occupazione: un requisito fondamentale
Per ottenere il bonus è necessario che la trasformazione determini un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, calcolato secondo le regole europee (ULA).
Il requisito rimane soddisfatto anche se il posto si libera per:
• dimissioni volontarie;
• pensionamento;
• invalidità;
• riduzione volontaria dell’orario di lavoro;
• licenziamento per giusta causa.
Se invece la riduzione del personale deriva da licenziamenti per riduzione dell’organico, il requisito non è rispettato.
La verifica deve essere effettuata considerando l’impresa nel suo complesso, comprese eventuali società controllate o collegate.
Se in un determinato mese viene meno l’incremento occupazionale, il beneficio si interrompe solo per quel mese e riprende quando il requisito viene nuovamente rispettato.
Il bonus è cumulabile con altri incentivi?
L’esonero non è cumulabile con altri sgravi contributivi a favore del datore di lavoro, come ad esempio:
• decontribuzione Sud;
• incentivo per l’assunzione di lavoratori con disabilità;
• riduzioni contributive per edilizia;
• agevolazioni previste per territori montani o svantaggiati.
È invece compatibile con:
• la maggiorazione della deduzione fiscale per le nuove assunzioni;
• l’esonero per la certificazione della parità di genere;
• gli incentivi che riducono la contribuzione a carico del lavoratore, come l’esonero IVS per le lavoratrici madri.
Come presentare la domanda
La richiesta deve essere inviata esclusivamente tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, nella sezione dedicata.
Cosa devono fare le piccole imprese
Per le piccole aziende questa misura rappresenta un’opportunità concreta per ridurre il costo del lavoro e stabilizzare i dipendenti.
Prima di procedere alla trasformazione del contratto è però opportuno verificare con attenzione tutti i requisiti previsti dalla normativa, in particolare quelli relativi ai precedenti rapporti di lavoro del dipendente, all’incremento occupazionale e ai vincoli sui licenziamenti, così da evitare la perdita dell’agevolazione.
Invitiamo chiunque desiderasse ricevere maggiori informazioni/assistenza in merito a quanto sopraesposto a contattare il nostro ufficio paghe al n. 0422/815 544 int. 2.
