9 Settembre 2026
La carenza di autisti professionisti non è più un’emergenza temporanea: è diventata una criticità strutturale che coinvolge l’intera filiera dei trasporti e della logistica e che rischia di frenare la crescita delle imprese.
Secondo le stime IRU, nel 2025 in Europa mancavano circa 502.000 camionisti, pari al 13% del fabbisogno complessivo. A livello mondiale, i posti di lavoro vacanti nel settore erano circa 2,9 milioni.
Per le imprese questo significa una conseguenza concreta: meno autisti disponibili significa maggiore difficoltà ad accettare nuovi incarichi, organizzare i servizi e rispondere alla domanda dei clienti.
Un’emergenza destinata a crescere
A rendere il problema ancora più urgente è il fattore demografico. L’età media dei camionisti europei è di circa 48 anni, mentre solo il 5% ha meno di 25 anni. Nei prossimi cinque anni, circa un quinto degli autisti oggi in attività potrebbe raggiungere l’età pensionabile.
Il ricambio generazionale è quindi una delle principali sfide per il settore.
Non basta aumentare il numero delle assunzioni: occorre rendere la professione più attrattiva attraverso formazione, migliori condizioni di lavoro, maggiore sicurezza, infrastrutture adeguate e percorsi di ingresso più accessibili.
Reclutamento internazionale: da emergenza a soluzione strutturale
In questo scenario assume un ruolo crescente il reclutamento di autisti qualificati provenienti da Paesi extra-UE.
L’Europa ricorre già in misura significativa alla forza lavoro straniera, ma trasformare questa esigenza in una soluzione stabile richiede regole chiare e procedure efficienti. Patenti, qualifiche professionali, visti, permessi di lavoro e formazione possono infatti rappresentare ostacoli importanti per le imprese.
Un esempio è il progetto SDM4EU II, che sperimenta percorsi di mobilità legale per conducenti tra Marocco e Italia e tra Egitto e Romania.
Il modello prevede selezione dei candidati, formazione tecnica e linguistica, incontro con le imprese e supporto nelle procedure di ingresso e inserimento lavorativo.
Più competenze, meno burocrazia
Per le imprese del trasporto merci la priorità è costruire un sistema che consenta di trovare autisti preparati, qualificati e realmente disponibili a lavorare, riducendo tempi e complessità delle procedure.
Il reclutamento internazionale può rappresentare una parte della soluzione, ma deve essere accompagnato da percorsi trasparenti, competenze verificabili, contratti regolari e formazione riconosciuta.
La sfida per il settore
La carenza di autisti è destinata a rimanere uno dei principali nodi per la competitività del trasporto europeo.
Per le imprese e per le associazioni di categoria diventa quindi strategico lavorare su più fronti: ricambio generazionale, formazione, attrattività della professione e canali regolari di ingresso di lavoratori qualificati dall’estero.
La questione non riguarda soltanto il reperimento di personale: significa garantire alle imprese la capacità di crescere, mantenere i servizi e rispondere alle esigenze di una filiera logistica sempre più strategica per l’economia.
