23 Settembre 2026
Le PMI agricole e agromeccaniche possono ottenere un contributo a fondo perduto fino a 2.000 euro per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali.
La misura, prevista nell’ambito dell’Accordo di Cooperazione MASAF-CREA-INAIL-ISMEA del 9 dicembre 2025, mette a disposizione complessivamente 10 milioni di euro.
Nuova scadenza: domanda entro il 15 dicembre 2026
Il termine per accreditamento, compilazione, preconvalida e presentazione delle domande è stato prorogato alle ore 12:00 del 15 dicembre 2026.
È stata inoltre rinviata al 12 gennaio 2027 la pubblicazione dell’elenco delle domande presentate.
Le richieste vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Chi può richiedere il contributo ISMEA per i trattori
Il bando è rivolto alle PMI che operano nei settori:
– agricolo;
– agroindustriale e agromeccanico;
– agroalimentare, per le attività previste dal bando.
L’impresa deve inoltre essere iscritta al Registro delle imprese con la qualifica richiesta dalla normativa e risultare in regola con INPS e INAIL.
Sono escluse, tra le altre, le imprese in difficoltà, quelle con determinate irregolarità rilevate dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, le imprese sottoposte a liquidazione giudiziale e quelle con protesti attivi.
Un requisito fondamentale è che i lavori non siano iniziati prima della presentazione della domanda.
Quali interventi sui trattori sono finanziati?
Il contributo copre l’acquisto e l’installazione di specifici dispositivi di sicurezza per trattori agricoli o forestali, tra cui:
o sistemi di agevolazione per la struttura ROPS abbattibile;
o dispositivi acustici o luminosi per segnalare cintura di sicurezza non allacciata o freno di stazionamento non inserito;
o telecamere con sistemi di avviso per la zona posteriore;
o inclinometri e indicatori di pendenza.
Ogni impresa può presentare una sola domanda, riferita a un solo trattore.
Gli interventi devono essere realizzati in un’unica soluzione presso un’officina di autoriparazione abilitata, che svolge il ruolo di soggetto proponente.
La domanda non viene presentata direttamente dall’impresa
Un aspetto importante per le PMI è che l’impresa agricola non presenta direttamente la domanda.
La richiesta deve essere presentata tramite l’officina di autoriparazione che realizza l’intervento.
L’officina deve essere preventivamente accreditata sulla piattaforma ISMEA e possedere i requisiti e i codici ATECO previsti dal bando.
La procedura prevede due passaggi:
Preconvalida: l’officina compila la domanda, carica i documenti e ottiene un codice univoco.
Presentazione: utilizzando il codice ottenuto, l’officina convalida e trasmette la domanda.
Una domanda non preconvalidata non può essere presentata.
Ai fini della graduatoria cronologica conta la data e l’ora della convalida, comunicata tramite PEC.
Quali documenti servono?
Prima di avviare la procedura è importante preparare tutta la documentazione richiesta. Tra i principali documenti figurano:
o modulo di domanda e dichiarazioni del richiedente;
o autodichiarazioni del soggetto proponente;
o dichiarazione sull’assenza delle cause di esclusione;
o documentazione aggiornata della Centrale dei Rischi, nei termini previsti;
o preventivo dell’officina conforme ai requisiti del bando;
o documentazione che dimostri la proprietà del trattore.
La documentazione deve essere completa: la mancanza di un documento obbligatorio può comportare l’irricevibilità della domanda.
Quanto spetta e come viene pagato il contributo?
Il contributo è riconosciuto fino all’80% delle spese ammissibili, con un massimo di 2.000 euro per domanda.
Una volta ammessa la domanda, l’officina ha 180 giorni dalla concessione per presentare la richiesta di erogazione.
Tra i documenti richiesti per il pagamento rientrano:
– fattura con CUP;
– documentazione relativa al pagamento della quota non coperta dal contributo;
– bonifico effettuato dal beneficiario;
– attestazione dell’avvenuta realizzazione dell’intervento;
– dichiarazione relativa alla permanenza dei requisiti.
Il contributo viene erogato in un’unica soluzione sul conto corrente del soggetto proponente.
L’agevolazione è concessa nel rispetto dei regimi de minimis previsti dalla normativa europea.
Attenzione al DURC e ai controlli
In caso di DURC negativo, ISMEA può applicare l’intervento sostitutivo, destinando le somme dovute agli enti previdenziali.
Se dopo l’erogazione viene accertata la perdita dei requisiti o una causa di decadenza, il beneficiario può presentare le proprie controdeduzioni entro 30 giorni dalla comunicazione.
In caso di recupero dell’agevolazione sono previsti anche interessi e oneri accessori, secondo quanto stabilito dal bando.
