16 Giugno 2026
Da ieri è entrata in vigore la nuova disciplina sui pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 con la modifica dell’art. 48-bis del DPR 602/1973.
La norma prevede che, prima di liquidare compensi a professionisti e lavoratori autonomi, le Pubbliche Amministrazioni verifichino l’eventuale presenza di debiti fiscali iscritti a ruolo.
In caso di inadempienza, le somme dovute possono essere versate direttamente all’Agente della riscossione fino alla copertura del debito, mentre l’eventuale eccedenza resta al professionista.
Pagamenti PA e professionisti: la novità introdotta dal Decreto Fiscale
La versione originaria della norma prevedeva il controllo e il possibile blocco dei pagamenti anche in presenza di debiti di importo molto ridotto. Durante l’esame del Decreto Fiscale, però, il Senato ha approvato una modifica che introduce una soglia minima di 5.000 euro.
Di conseguenza, il blocco dei pagamenti della PA scatterà soltanto se il professionista ha cartelle esattoriali o debiti iscritti a ruolo pari o superiori a 5.000 euro. La correzione punta a rendere il sistema più equilibrato, evitando che piccoli debiti possano compromettere l’incasso dei compensi professionali.
Cosa è cambiato da ieri
In sintesi:
• la Pubblica Amministrazione deve verificare la posizione debitoria dei professionisti prima di effettuare il pagamento;
• il controllo riguarda i compensi per attività professionali e artistiche;
• in presenza di debiti fiscali, le somme possono essere destinate all’Agente della riscossione;
• il blocco dei pagamenti si applica solo per debiti pari o superiori a 5.000 euro;
• per importi inferiori non opera il nuovo meccanismo di blocco.
