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Con l’obiettivo di incrementare l’impiego di ricambi usati e rigenerati e rafforzare l’economia circolare del settore il Parlamento europeo ha approvato nuove norme per il riuso e il riciclo dei veicoli stabilendo criteri di progettazione e gestione del fine vita dei veicoli per ridurre l’impatto ambientale della produzione e della dismissione e per migliorare il recupero di materiali e componenti.
Le disposizioni si applicano a tutti i veicoli, ad eccezione di quelli destinati a usi speciali, alle forze armate e ai mezzi di soccorso, nonché a quelli di interesse storico e culturale.

Progettazione veicoli e ricambi usati e rigenerati
Il regolamento introduce l’obbligo per le case costruttrici di progettare veicoli che consentano la rimozione agevole del maggior numero possibile di parti e componenti da parte di impianti autorizzati.
Questa impostazione consente il riuso diretto, la rigenerazione o, quando necessario, il riciclo di batterie, motori elettrici, convertitori catalitici, componenti elettronici e altre parti strategiche.
L’obiettivo è ridurre l’impiego di materie prime vergini aumentando la disponibilità di ricambi usati e rigenerati sicuri, tracciabili e coperti da garanzie.

Obiettivi vincolanti per materiali riciclati
Per sostenere il mercato dei ricambi usati e rigenerati, le nuove norme fissano traguardi vincolanti sull’uso di materiali riciclati.
Per la plastica, ogni nuovo modello dovrà contenere almeno il 20% di materiale riciclato entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento e almeno il 25% entro dieci anni, a condizione che tali materiali siano disponibili a costi sostenibili.
L’emendamento TA-10-2025-0168 stabilisce inoltre che almeno il 30% del peso complessivo della plastica proveniente dai veicoli a fine vita sia riciclato annualmente, escludendo elastomeri e termoindurenti diversi dalle schiume in poliuretano.
La Commissione europea valuterà, inoltre, la possibilità di definire obiettivi analoghi per acciaio, alluminio e relative leghe, per ampliare il recupero di materiali strategici.

Responsabilità delle case costruttrici
La normativa prevede anche la responsabilità estesa delle case costruttrici. Entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento, i produttori dovranno sostenere i costi di raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita, assicurando che la gestione del fine ciclo avvenga in conformità alle prescrizioni ambientali.
È prevista inoltre una chiara distinzione tra veicoli usati e veicoli classificati come “fine vita”, con il divieto di esportazione per questi ultimi.
Questo approccio incentiva la progettazione di veicoli più facilmente smontabili e con componenti riutilizzabili, consolidando la filiera dei ricambi usati e rigenerati e riducendo l’impatto ambientale della dismissione.

Prospettive per il mercato europeo dei ricambi usati e rigenerati
Ogni anno nell’Unione europea circa 6,5 milioni di veicoli raggiungono la fine del ciclo di vita. Le nuove norme trasformano questo flusso in una risorsa industriale, favorendo la crescita del mercato dei ricambi usati e rigenerati.
L’introduzione di certificati di distruzione elettronici e controlli più rigorosi sugli impianti autorizzati rafforzerà la tracciabilità dei componenti, mentre la maggiore disponibilità di parti rigenerate contribuirà a contenere i costi per officine e operatori del settore, offrendo soluzioni affidabili e sostenibili.

Economia circolare dei veicoli
Con l’approvazione della posizione del Parlamento europeo, si aprirà ora la fase di negoziati con il Consiglio UE per arrivare all’adozione definitiva del regolamento.
Il provvedimento si inserisce negli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano d’azione per l’economia circolare, ponendo le basi per un’industria dei trasporti sempre più orientata al riuso, al riciclo e all’impiego di ricambi usati e rigenerati.

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