15 Luglio 2025
La Commissione Europea ha reso pubblico il Codice di Condotta per l’Intelligenza Artificiale di uso generale cioè il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale; uno strumento importante per guidare l’industria verso la piena conformità all’AI Act..
Frutto del lavoro di 13 esperti indipendenti e del contributo di oltre 1.000 stakeholder – tra sviluppatori, PMI, accademici e organizzazioni civili – il testo offre un piano d’azione chiaro per chi lavora con modelli come GPT, Claude o LLaMA, capaci di adattarsi a infinite applicazioni.
Una bussola per l’adeguamento all’AI Act
L’entrata in vigore dell’AI Act è prevista per il 2 agosto 2025 (la sua applicazione sarà graduale fino al 2027), il Codice anticipa le regole, riducendo gli oneri per le aziende. Non è obbligatorio, ma chi lo adotterà potrà dimostrare più facilmente la conformità, ottenendo certezza giuridica e procedure semplificate. Nel frattempo sono in preparazione le linee guida aggiuntive per chiarire chi sarà soggetto al regolamento, soprattutto nel settore general-purpose.
Documentazione, copyright e gestione dei rischi: i tre pilastri
Il Codice si articola in 3 capitoli chiave:
• Trasparenza: Introduce il Model Documentation Form, un modulo standardizzato per raccogliere dati su addestramento, limiti e impieghi dei modelli, rendendoli più comprensibili.
• Copyright: Fornisce indicazioni pratiche per rispettare le norme UE sui diritti d’autore, tema critico per l’IA generativa. Si chiede ai provider di adottare policy attive per identificare contenuti protetti usati nell’addestramento.
• Sicurezza: Riguarda solo i modelli ad alto rischio sistemico, come quelli potenzialmente utilizzabili per creare armi chimiche o biologiche. Propone pratiche avanzate per mitigare tali pericoli, allineandosi all’AI Act.
Prossimi passi: approvazione e adozione
Il testo dovrà ora essere formalmente approvato da Stati membri e Commissione. Una volta adottato, i provider potranno sottoscriverlo volontariamente, accedendo a vantaggi competitivi. Nel frattempo, le aziende possono già consultare le FAQ ufficiali della UE per orientarsi nella fase di transizione.
