8 Luglio 2025
Lo scorso 17 giugno scorso, la Commissione Finanze ha approvato una risoluzione (la numero 7-00286 ) con la quale si prevede la progressiva introduzione dello scontrino dematerializzato in sostituzione di quello cartaceo.
In considerazione del fatto che la dematerializzazione degli scontrini non dovrebbe assumere alcuna rilevanza in termini fiscali, dato che il formato cartaceo del documento commerciale serve per lo più come dimostrazione dell’acquisto ai fini della garanzia o per eventuali resi, la Commissione Finanze ha ritenuto utile, dal punto di vista ambientale, prevedere la dematerializzazione del documento commerciale, come già avvenuto in altri paesi, come ad esempio in Francia o in alcuni stati degli USA.
La nuova previsione richiederà il cambio degli attuali registratori telematici, di norma a carico degli esercenti; i quali, si ricorderà, già dovranno affrontare l’obbligo di collegare puntualmente l’emissione di uno scontrino con il relativo pagamento elettronico, previsto per gennaio 2026 e questo non renderà indolore il cambio.
Così, in vista dell’obbligo di collegamento puntuale tra scontrino e pagamento elettronico, la Commissione Finanze auspica che venga prevista:
• la dematerializzazione dello scontrino nel caso in cui il pagamento sia avvenuto con modalità elettronica, a meno che l’acquirente non richieda espressamente il formato cartaceo;
• l’emissione in formato cartaceo dei soli scontrini pagati in contanti, come dimostrazione di avvenuto pagamento.
Per una fase successiva la Commissione Finanze prevede, a partire dal giorno 1 gennaio 2027, l’introduzione dell’obbligo di emissione generalizzata del documento commerciale, in modo tale da limitare il più possibile l’utilizzo del formato cartaceo, che dovrebbe divenire residuale.
Potrebbe essere prevista un’introduzione progressiva in base alla grandezza degli esercenti; si ipotizza che ad essere interessata per prima potrà essere la grande distribuzione, seguita dagli esercenti di maggiore dimensione e poi tutti gli altri; ma al momento non ci sono chiarimenti ufficiali sui tempi di introduzione dei successivi obblighi.
