GREEN PASS AL LAVORO 2022: LE REGOLE E NUOVI OBBLIGHI

11 Gen 2022

L’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori, pubblici e privati è stato introdotto dal decreto legge n. 127/2021 ed è in vigore dal 15 ottobre 2021. La legge di conversione del decreto è la legge 165 del 19.11.2021. Il Green Pass (base) si ottiene, ricordiamo con vaccinazione, guarigione da Covid o tampone negativo.
Mentre l’ondata pandemica ha ripreso a salire in modo drammatico, il Governo ha introdotto con il DL 172 del 26.11.2021 ulteriori obblighi di vaccinazione per alcune categorie di lavoratori, e ha emanato nuove specifiche nel Dpcm 17.12.2021.
Negli ultimi giorni si sono aggiunti ulteriori importanti misure nel decreto legge n. 221/2021 (decreto Festività) e nel DL n. 1 del 7 gennaio 2022.
Ma andiamo con ordine e vediamo di seguito gli obblighi dei lavoratori in riferimento alla vaccinazione o al possesso di Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro e le nuove disposizioni.

Le novità su obbligo vaccinale e Super Green Pass
Il decreto Festività DL 221 prevede in relazione al Green Pass nel settore lavorativo le seguenti novità:
• estensione dell’obbligo di Green Pass ai corsi di formazione privati svolti in presenza.
• Riduzione della durata del Green Pass a 6 mesi invece che 9, a partire dal 1 febbraio 2022.
Il decreto legge 1/2022 pubblicato in Gazzetta il 7 gennaio introduce invece:
1. obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni a partire dall’8 gennaio 2022. Questo significa che per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a partire dal 15 febbraio 2022.
2. obbligo vaccinale anche per il personale universitario, docente e non, applicabile senza limiti di età, come già succede per il personale scolastico.

Sostituzione lavoratori inadempienti per tutte le aziende
Il decreto 1/2022 inoltre amplia a tutte le aziende, invece che solo a quelle sotto i 15 dipendenti la possibilità dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata di sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi.
Il contratto è rinnovabile più volte fino al termine, anche questo ampliato, del 31 marzo 2022, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso.

Novità conversione dl 172/2021: Green Pass nei luoghi di lavoro
• VALIDITA’ GREEN PASS. Il Green Pass mantiene la sua validità fino al termine della giornata di lavoro anche nel caso in cui il conteggio delle ore, nel caso di tamponi, porti una scadenza durante l’orario. Il lavoratore non è quindi soggetto alla sanzione prevista da 600 a 1500 euro in caso di controlli durante la giornata.
• LAVORO SOMMINISTRATO. In caso di lavoro somministrato viene modificata la attuale prescrizione di doppio controllo del Green Pass a carico sia dell’agenzia che della azienda utilizzatrice. La conversione in legge definisce che l’obbligo è a carico dell’utilizzatore mentre l’agenzia di somministrazione è tenuta a dare comunque tutte le informazioni al lavoratore in materia di Green Pass obbligatorio. In caso di violazione dell’obbligo informativo la sanzione va da 400 a 1000 euro.
• SOSTITUZIONE LAVORATORI PRIVI DI GREEN PASS. La legge aveva prolungato il periodo nel quale le aziende del settore privato (ora senza limiti dimensionali) possono sospendere ed effettuare una assunzione a termine per sostituirlo: la durata della sostituzione invece che 10 giorni rinnovabili una sola volta può essere di 10 giorni “lavorativi ” quindi due settimane di calendario, e con la possibilità di essere rinnovato più volte. Resta confermato anche che il dipendente sostituito mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro, senza retribuzione, e non è soggetto a misure disciplinari. Inoltre va sottolineato che il dipendente sospeso perchè privo di green pass, durante tale periodo non può rientrare in servizio nemmeno se ottiene la certificazione verde.
• SANZIONI RIDOTTE. Si aggiunge la possibilità di pagamento in forma ridotta delle sanzioni (importo minimo) se viene effettuato entro 60 giorni dalla contestazione. La riduzione scende al 30% del minimo se si versa entro 5 giorni.
• CONSEGNA GREEN PASS AL DATORE PER IL PERIODO DI VALIDITA’. Nonostante le critiche del Garante per la privacy viene previsto che i dipendenti possano «consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde Covid-19» che la conserva fino alla data di scadenza, senza bisogno quindi, per quel dipendente, di ripetere il controllo del Green Pass ogni giorno. La norma è estesa sia al lavoro pubblico che al privato.

Obblighi vaccinali e sanzioni nei luoghi di lavoro
Il decreto legge 172/2021 ha introdotto dal 15 dicembre 2021 l’obbligo vaccinale per ulteriori categorie di lavoratori, oltre ai sanitari e al personale socio sanitario delle RSA già obbligato, ovvero:
1. tutto il personale della scuola,
2. personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, polizia locale,
3. personale dei sistemi di sicurezza della Repubblica (organismi della legge n. 124/2007),
4. tutto il personale Strutture sanitarie e sociosanitarie RSA (di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502), e
5. personale degli Istituti penitenziari.
Si ricorda che l’inadempienza per i lavoratori comporta la sospensione dal posto di lavoro senza retribuzione ma con diritto al mantenimento del posto.
Il nuovo decreto 1/2022 prevede anche una sanzione per la mancata vaccinazione di chi è obbligato, lavoratori e non, pari a 100 euro. La sanzione sarà irrogata automaticamente dall’Agenzia delle Entrate mediante verifiche a campione basate sull’incrocio dei dati con le anagrafi del Ministero della Salute.
Per i lavoratori pubblici e privati e per i liberi professionisti che accedano ai luoghi di lavoro senza la certificazione richiesta, è prevista la sanzione economica da 600 a 1.500 euro che si raddoppia in caso di reiterazione e che si applicherà ai lavoratori over 50 tenuti a esibire dal 15 febbraio prossimo il Green Pass rafforzato.

Precisazioni sulle verifiche del Green Pass nei luoghi di lavoro
Il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 17.12.2021 ha precisato che il Green Pass dei lavoratori deve essere controllato anche se è stato consegnato al datore di lavoro, per verificare “la perdurante validità della certificazione”. Non viene però specificata comunque la periodicità con cui va effettuato il controllo.
Il provvedimento prescrive inoltre l’obbligo di formazione specifica per gli incaricati al controllo in particolare in tema di SuperGreen Pass, ovvero la certificazione che indica l’avvenuta vaccinazione (per i lavoratori obbligati) o la guarigione da COVID.
Per questo tipo di verifica INPS ha modificato le funzioni della piattaforma GREENPASS 50+ aprendola ora anche alle aziende con meno di 50 dipendenti e a quelle pubbliche aderenti a NOIPA. La piattaforma consente infatti anche la ricezione della notifica da parte della piattaforma del Ministero della Salute “DGC” di una situazione diversa rispetto a quella del giorno precedente.
Nel servizio “GreenPass50+”, quindi il datore di lavoro ha possibilità di scegliere differenti tipologie di accreditamento, ossia:
• ai sensi del D.P.C.M. del 12 ottobre 2021, per la verifica del possesso del Green-Pass “base”; o
• ai sensi del D.P.C.M. del 17 dicembre 2021, con riferimento alla verifica del rispetto dell’obbligo vaccinale; o
• con riferimento a entrambi i D.P.C.M. se una medesima azienda deve verificare sia il rispetto dell’obbligo vaccinale (SuperGreen Pass) per parte dei suoi dipendenti sia il possesso del Green-Pass ” base” per la restante parte dei propri dipendenti.
• In merito l’istituto ha pubblicato il messaggio 4529/2021, in cui specifica alcune eccezioni.

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