31 Marzo 2026
L’installazione di un sistema di accumulo integrato nell’impianto fotovoltaico può beneficiare della detrazione fiscale prevista dal bonus ristrutturazione, ma a determinate condizioni.
Il chiarimento arriva dall’Agenzia delle Entrate, che conferma la possibilità di portare in detrazione la spesa quando l’accumulo è collegato all’impianto fotovoltaico e sono rispettati i tempi dell’invio dei dati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori o dal collaudo.
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 il bonus ristrutturazione resta al 50% per l’abitazione principale e al 36% negli altri casi, con limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
Il sistema di accumulo non è agevolabile di per sé, in modo autonomo e svincolato dall’impianto. La detrazione spetta quando l’installazione è contestuale a quella dell’impianto fotovoltaico cui l’accumulo è collegato. In altri termini, il beneficio fiscale segue la funzione dell’intervento, cioè l’integrazione con un impianto basato su fonte rinnovabile destinato ai fabbisogni energetici dell’immobile.
Per beneficiare della detrazione, le informazioni sull’intervento devono essere trasmesse a ENEA entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. L’Agenzia delle entrate ed ENEA ribadiscono che, per gli interventi che comportano risparmio energetico o utilizzo di fonti rinnovabili e che accedono al bonus ristrutturazione, la comunicazione va effettuata tramite il portale dedicato; la decorrenza del termine è ancorata alla fine lavori e, nei casi in cui sia previsto, al collaudo.
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione è pari al 50% se l’intervento riguarda l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale ed è effettuato dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento.
Negli altri casi l’aliquota è pari al 36%, fermo restando il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
