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Con il decreto 16 maggio del Masaf pubblicato in Gazzetta Ufficiale n 193 del 21 agosto si recano le regole per il Fondo promozione cucina italiana all’estero.
Vediamo cosa contiene il decreto attuativo.
1) Fondo promozione cucina italiana all’estero: ecco le regole per gli aiuti
Il decreto definisce le modalità di utilizzo del Fondo di cui all’art. 35, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206 ed è destinato alla realizzazione di azioni volte alla valorizzazione e promozione del consumo all’estero di prodotti nazionali di qualità, funzionali alla corretta preparazione dei piatti tipici della cucina italiana.
Le risorse da assegnare nel quadro dell’applicazione del decreto ammontano ad euro 950.000 per l’anno 2025.
Per le finalità di cui all’art. 1 del decreto, l’Amministrazione si avvale dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, previa stipulazione con il predetto ente e con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Accordo di collaborazione ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Per la realizzazione delle finalità l’ICE promuove la cucina italiana in occasione di eventi, anche fieristici, che si svolgono all’estero.
La partecipazione agli eventi è finalizzata a valorizzare i prodotti nazionali di qualità e a promuoverne il consumo all’estero per la corretta preparazione dei piatti tipici della cucina italiana, anche prevedendo apposite sessioni formative, destinate al personale operante nel settore della ristorazione, sulla corretta preparazione dei piatti e sull’utilizzo dei prodotti.
In occasione degli eventi possono essere svolte:
a) azioni di informazione e divulgazione, rivolte al pubblico e ad operatori del settore della ristorazione, sui prodotti nazionali di qualità, sui sistemi di denominazione di origine e delle indicazioni geografiche, sulla stagionalità dei prodotti, sempre ai fini del corretto utilizzo dei prodotti nella preparazione dei piatti tipici della cucina italiana;
b) azioni di sensibilizzazione per la candidatura della «cucina italiana» a patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

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