25 Novembre 2025
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato il decreto legislativo recante il “Codice degli incentivi”. Il provvedimento avvia per la prima volta una riforma organica dell’intero sistema degli incentivi, superando la stratificazione di regole e procedure che negli anni ha reso complesso l’accesso ai sostegni per le imprese.
I 3 pilastri fondanti del decreto sono:
– digitalizzazione,
– semplificazione e trasparenza
Il provvedimento disciplina in modo organico tutte le fasi delle misure di sostegno: dalla programmazione alla progettazione, dall’attuazione alla pubblicità, fino alla valutazione dei risultati.
Elemento centrale della riforma è il potenziamento degli strumenti digitali già incardinati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a partire dalla piattaforma “Incentivi.gov.it” e dal Registro nazionale degli aiuti di Stato, che costituiranno il nucleo del nuovo “Sistema incentivi Italia”.
Per uniformare i principali contenuti dei procedimenti il Codice introduce il bando-tipo e istituisce il Tavolo permanente degli incentivi, quale sede stabile di coordinamento tra Stato e Regioni.
Il Codice entrerà in vigore il 01/01/2026, il suo testo è stato definito dopo un ampio confronto istituzionale con le amministrazioni centrali, la Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio di Stato e il Parlamento, i cui contributi sono stati recepiti nella versione finale.
Ecco, in sintesi, le principali novità.
• E’ previsto un Programma triennale degli incentivi, che dovrà assicurare coordinamento tra interventi statali e regionali. Il bando-tipo fissa contenuti minimi, motivi di esclusione e criteri di valutazione. Per evitare frammentazioni e garantire maggiore standardizzazione le amministrazioni potranno introdurre deroghe solo in casi motivati.
• Lo schema individua in modo chiaro le operazioni agevolabili e le spese ammissibili, prevedendo procedure di accesso semplificate e digitalizzate tramite la piattaforma “Incentivi Italia”.
• Prevede, inoltre, un sistema di codifica nazionale delle spese, per rendere omogenei bandi e controlli, ridurre errori e aumentare trasparenza ed efficienza. La classificazione univoca delle voci di spesa (con codici e nomenclatura standard), potrà essere applicata solo dopo che sarà operativo il protocollo unico nazionale per la gestione degli incentivi (previsto dall’art. 3). I bandi futuri dovranno quindi adeguarsi a queste regole comuni, rendendo più semplice controllare e confrontare le spese tra diversi incentivi.
• Lavoratori autonomi e professionisti vengono riconosciuti tra i destinatari delle misure: il decreto riconosce loro la possibilità di partecipare agli incentivi, trattandoli in linea con le PMI, ma eliminando obblighi burocratici non pertinenti, così da favorire un’effettiva inclusione nelle misure agevolative.
• Vengono, inoltre, introdotte specifiche premialità per imprese che assumono giovani, donne o persone con disabilità, nonché misure per favorire il sostegno alla natalità.
Particolare attenzione è posta al contrasto alla delocalizzazione: i beneficiari che trasferiscono attività produttive all’estero rischiano la revoca degli aiuti. Le norme sulle revoche e recuperi rafforzano il ruolo del credito privilegiato a favore dello Stato, a tutela delle risorse pubbliche.
Il Capo IV, infine, disciplina un sistema di monitoraggio continuo, di valutazioni ex ante, in itinere ed ex post, e di obblighi di pubblicità delle misure, anche attraverso la piattaforma unica nazionale, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, migliorare l’efficienza della spesa e fornire dati omogenei a istituzioni e cittadini.
Elemento centrale della riforma è il potenziamento degli strumenti digitali già incardinati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a partire dalla piattaforma “Incentivi.gov.it” e dal Registro nazionale degli aiuti di Stato, che costituiranno il nucleo del nuovo “Sistema incentivi Italia”.
