11 Agosto 2026
Tra le novità previste dal Decreto Omnibus, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, c’è una modifica che riguarda pagamenti elettronici e corrispettivi telematici.
La novità interessa soprattutto commercianti e altri operatori che utilizzano il registratore telematico per trasmettere i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.
Il Decreto introduce una tolleranza del 5% per i piccoli disallineamenti tra i pagamenti elettronici e i dati trasmessi telematicamente.
In altre parole, se la differenza rimane entro il 5% e non comporta un errore nel calcolo delle imposte, non scattano le sanzioni.
L’obiettivo è evitare che piccoli errori o problemi tecnici vengano trattati come vere e proprie violazioni fiscali.
Pagamenti elettronici e corrispettivi: cosa cambia dal 2026
La nuova regola si inserisce nel processo di integrazione tra POS e registratore telematico previsto dalla legge di Bilancio 2025.
Dal 1° gennaio 2026, i sistemi utilizzati per accettare i pagamenti elettronici devono essere integrati con quelli utilizzati per memorizzare e trasmettere i corrispettivi.
Il sistema deve quindi gestire e trasmettere:
• i dati dei corrispettivi giornalieri;
• i dati dei pagamenti elettronici effettuati durante la giornata.
Questo permette all’Agenzia delle Entrate di confrontare i dati e verificare che gli incassi siano coerenti con i corrispettivi dichiarati.
L’obbligo riguarda gli operatori che sono tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Sono invece esclusi i soggetti che svolgono attività già esonerate dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi.
Quali sono le sanzioni previste
La normativa prevede sanzioni quando i dati relativi ai corrispettivi o ai pagamenti elettronici vengono:
• omessi;
• trasmessi in ritardo;
• trasmessi in modo errato.
Se l’irregolarità non modifica l’importo dell’imposta da pagare, la sanzione prevista è di 100 euro per ogni trasmissione irregolare, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre.
In caso di violazioni ripetute possono inoltre essere applicate ulteriori sanzioni accessorie.
La novità: arriva la franchigia del 5%
Il Decreto Omnibus introduce una soglia di tolleranza del 5%.
Questo significa che i piccoli disallineamenti tra i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi telematicamente possono non essere sanzionati quando rientrano entro questa soglia e non hanno effetti sulla corretta liquidazione dell’imposta.
Quando la franchigia del 5% non si applica
La franchigia non significa che tutte le differenze inferiori al 5% siano automaticamente esenti da sanzioni.
La tolleranza riguarda infatti le irregolarità che non incidono sulle imposte dovute.
Se invece l’errore comporta, ad esempio:
• una minore IVA da versare;
• una riduzione dell’imponibile fiscale;
• un’alterazione dei dati che determina un effettivo danno per l’Erario;
le normali sanzioni continuano ad applicarsi.
In questi casi, quindi, il limite del 5% non offre alcuna protezione.
Cosa cambia per commercianti e imprese
La nuova franchigia rende il sistema sanzionatorio più proporzionato.
In pratica, il legislatore vuole distinguere tra piccoli errori e violazioni fiscali effettive.
Un semplice disallineamento dovuto a un problema tecnico o a un errore occasionale non dovrebbe essere trattato allo stesso modo di un’irregolarità che comporta una minore imposta da pagare.
Per commercianti e operatori resta comunque importante verificare che POS, registratore telematico e sistemi di trasmissione dei corrispettivi funzionino correttamente e che i dati inviati all’Agenzia delle Entrate siano il più possibile allineati.
