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Ogni giorno sulle strade europee circolano migliaia di camion carichi di merci.
Un carico non correttamente fissato può avere conseguenze importanti, per questo motivo, le autorità europee stanno intensificando i controlli e sanzionando severamente le irregolarità.
Gli autisti di camion, così come le imprese di autotrasporto, sono responsabili in solido: ciò significa che entrambe le figure possono essere multate, anche in maniera autonoma.
Ecco gli importi delle multe più comuni:
• Germania: fino a 5.000 euro per l’impresa di autotrasporto e fino a 120 euro per l’autista del camion. Possono essere aggiunti anche punti sulla patente e il blocco del veicolo fino alla sistemazione del carico.
• Francia: la sanzione per l’autista va da 135 a 750 euro. L’azienda è considerata co-responsabile, e le autorità possono impedire la prosecuzione del viaggio.
• Italia: le multe per il fissaggio del carico partono da 85 euro e arrivano fino a 338 euro. In caso di recidiva, le sanzioni aumentano e si può incorrere nel fermo amministrativo del camion.
• Paesi Bassi: le autorità olandesi applicano una sanzione standard di circa 370 euro per ogni violazione. Anche qui, l’autotrasportatore rischia il blocco immediato del mezzo.
• Romania: la sanzione per l’autista varia tra 60 e 120 euro, mentre per l’azienda le multe vanno da 200 a 800 euro, con possibilità di blocco alla frontiera.
In tutti questi contesti, le autorità di controllo possono disporre l’arresto temporaneo del camion fino al ripristino della sicurezza, causando ritardi, perdite economiche e danni reputazionali per le imprese di autotrasporto.

Cosa devono fare gli autisti
Ogni autista è tenuto a verificare che il carico del camion sia fissato in modo da non spostarsi durante la marcia. È buona prassi effettuare un primo controllo dopo pochi chilometri dalla partenza, e controllare nuovamente l’assetto del carico dopo ogni frenata brusca o manovra rischiosa.
I dispositivi di ancoraggio (cinghie, catene, punti di ancoraggio) devono rispettare le norme tecniche europee, in particolare la EN 12195-1, che definisce le forze minime di fissaggio. I veicoli devono inoltre essere omologati secondo la norma EN 12642 per quanto riguarda la struttura portante.

Controlli in Europa: fissaggio carico nel mirino
In Germania, l’Ufficio federale per la logistica (BALM) è noto per l’elevata severità dei controlli. Anche se la documentazione tecnica non è obbligatoria, presentare i calcoli relativi al fissaggio del carico secondo la norma EN può aiutare ad evitare sanzioni.
In Francia, i controlli vengono effettuati sia su strada che nelle aree di parcheggio. Coinvolgono la Polizia, la Gendarmeria e gli ispettori regionali della DREAL.
In Italia, la Polizia Stradale e la Motorizzazione svolgono controlli mirati soprattutto su veicoli industriali e trasporti eccezionali. Anche qui è importante che l’autista sia in grado di dimostrare la correttezza delle procedure adottate.
In Romania, la Polizia Stradale e l’Autorità Rutieră Română (ARR) eseguono controlli approfonditi lungo i corridoi transfrontalieri, soprattutto su camion stranieri.

Riforma UE: controlli fissaggio carico camion obbligatori
Nell’ambito della riforma 2025 sulla sicurezza del trasporto stradale la Commissione Europea ha proposto, l’obbligatorietà del controllo del fissaggio del carico durante ogni ispezione dei camion.
Secondo la bozza di regolamento, il carico del camion deve potersi muovere solo in misura minima anche in condizioni estreme. I veicoli dovranno essere controllati visivamente e digitalmente, e gli ispettori saranno formati con criteri uniformi a livello comunitario.

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