9 Dicembre 2025
Con le nuove misure introdotte dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), che definisce un sistema chiaro e automatico per compensare gli automobilisti in presenza di cantieri o blocchi del traffico i rimborsi per disagi in autostrada diventeranno un diritto dal 2026.
La delibera 211/2025 segna un passaggio decisivo verso maggiore trasparenza, tempestività delle informazioni e pedaggi realmente proporzionati al servizio effettivamente usufruito.
Rimborsi per disagi in autostrada: principi e obiettivi
Il nuovo quadro regolatorio nasce per offrire garanzie concrete ai cittadini, poiché i rallentamenti dovuti ai cantieri o ai blocchi del traffico incidono sempre più sulla qualità degli spostamenti.
Il principio del pay per use impone che il pedaggio resti equo rispetto al viaggio reale. Inoltre, ART considera essenziale la sostenibilità complessiva del sistema autostradale, perché i cantieri garantiscono sicurezza, manutenzione e miglioramento dell’infrastruttura.
Le misure entreranno in vigore entro il 1° giugno 2026 per i percorsi gestiti da un solo concessionario e entro il 1° dicembre 2026 per le tratte che coinvolgono più gestori.
L’Autorità monitorerà l’applicazione fino al 31 dicembre 2027, con una verifica di impatto prevista entro il 31 luglio 2027 per eventuali adeguamenti.
Come ottenere i rimborsi per disagi in autostrada: criteri, soglie ed eccezioni
Il diritto ai rimborsi per disagi in autostrada in caso di cantieri dipende dalla lunghezza del percorso. Per tratte inferiori a 30 km il rimborso spetta sempre.
Tra 30 e 50 km è richiesto un ritardo minimo di 10 minuti, mentre oltre i 50 km servono almeno 15 minuti di scostamento.
Gli abbonati e i pendolari avranno tutele equivalenti a quelle degli utenti occasionali, con possibilità di recesso dall’abbonamento se i lavori riducono la fruibilità del percorso abituale.
Sono previste alcune eccezioni. Importi inferiori ai 10 centesimi non danno diritto al rimborso, mentre le somme superiori vengono erogate solo oltre la soglia di 1 euro.
Nessun rimborso è dovuto se la tratta beneficia già di una riduzione del pedaggio. Restano esclusi i cantieri emergenziali, attivati in seguito a incidenti, eventi meteo o situazioni idrogeologiche straordinarie.
Nella fase iniziale non rientrano nel meccanismo neppure i cantieri mobili, pur permanendo l’obbligo informativo verso gli utenti.
Per i blocchi del traffico non legati ai cantieri, i rimborsi dipendono dalla durata. ART riconoscerà il 50% del pedaggio per blocchi di 60–119 minuti, il 75% per 120–179 minuti e il 100% oltre i 180 minuti.
Rimborsi per disagi in autostrada: app unica e recupero dei costi
Il nuovo sistema prevede un’app unica nazionale, valida per tutti i concessionari, che fornirà informazioni sulla viabilità e attiverà automaticamente i rimborsi per disagi in autostrada. Chi preferisce non usare strumenti digitali potrà rivolgersi a numeri verdi o portali web messi a disposizione dai gestori.
Sul fronte economico, la disciplina sarà integrata nelle nuove concessioni e applicata anche a quelle esistenti tramite atti aggiuntivi collegati ai piani economico-finanziari.
A regime, i concessionari non potranno recuperare tramite il pedaggio gli importi corrisposti agli utenti per i rimborsi legati ai cantieri.
Per le concessioni vigenti è previsto un periodo transitorio: 100% di recupero nel 2026–2027, seguito da quote decrescenti (75% nel 2028, 50% nel 2029, 25% nel 2030).
L’Autorità di Regolazione dei Trasporti considera l’impatto sul pedaggio praticamente impercettibile. Nei casi di blocco del traffico per cause diverse, resta prevista la possibilità di recuperare i costi tramite pedaggio, secondo modalità definite nelle concessioni.
