18 Marzo 2026
Fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026, sarà possibile presentare, esclusivamente tramite il portale dedicato del GSE, le domande di contributo sul bando della misura PNRR “Facility Parco Agrisolare” (M2C1 – Investimento 4), che mette a disposizione 789 milioni di euro per sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale
Il sostegno è concesso con procedura a sportello, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
La misura “Facility Parco Agrisolare”, finanziata dal PNRR si pone in continuità con i Bandi Parco Agrisolare degli scorsi anni ed è disciplinata dal Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025 del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf).
Il perimetro degli interventi ruota attorno all’installazione di fotovoltaico in copertura su edifici strumentali, con un’impostazione che combina produzione rinnovabile, requisiti di qualità ed efficienza e rispetto degli obiettivi climatici.
La dotazione finanziaria complessiva della Facility Parco Agrisolare è pari a 789 milioni di euro. All’interno di questo importo è prevista anche una quota per gli oneri di gestione del soggetto attuatore, fino a 16 milioni di euro.
Il decreto ripartisce le risorse tra filiere e tipologie di attività, distinguendo:
• 473 milioni alla produzione agricola primaria (con vincoli già previsti nel quadro tecnico della misura);
• 140 milioni alla produzione agricola primaria senza tali vincoli, con possibilità per le imprese di presentare domanda solo su una delle due linee;
• 150 milioni alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli;
• 10 milioni alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.
Accanto al riparto settoriale, il provvedimento conferma anche un vincolo territoriale per l’impostazione delle candidature: almeno il 40% delle risorse (al netto degli oneri di gestione) deve essere destinato a progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Contributo e massimali di spesa
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto fino all’80% dei costi ammissibili su tutto il territorio nazionale.
La misura finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati rurali, incluse stalle, cantine, magazzini e serre, evitando il consumo di suolo agricolo.
Il massimale di spesa per ciascun beneficiario è fissato in 2.260.000 euro complessivi, così articolati:
fino a 1.500.000 euro per l’impianto fotovoltaico;
• fino a 700.000 euro per interventi complementari (come rimozione amianto e coibentazione coperture);
• tetto di 50.000 euro per sistemi di accumulo;
• tetto di 10.000 euro per dispositivi di ricarica elettrica.
Beneficiari e priorità: chi può presentare domanda
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale e si rivolgono a un insieme ampio di soggetti del comparto rurale e agroindustriale:
• imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria);
• imprese della trasformazione e commercializzazione;
• cooperative agricole e consorzi;
• forme aggregate (ATI/RTI, reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili).
Il decreto definisce anche priorità trasversali che incidono sulla competizione tra proposte: viene data precedenza ai soggetti iscritti alla rete agricola di qualità e a chi non ha già beneficiato di precedenti finanziamenti collegati alla misura “Parco Agrisolare”.
Requisiti PNRR: DNSH, tracciabilità e regole sugli aiuti
Il decreto richiama esplicitamente il quadro PNRR che condiziona l’ammissibilità e la stabilità del finanziamento.
Sul versante ambientale, i progetti devono rispettare il principio DNSH (“non arrecare un danno significativo”), in coerenza con la disciplina europea; sul versante climatico, la misura deve garantire un contributo climatico minimo (nell’impianto complessivo indicato in 633 milioni di euro).
Sul piano procedurale, sarà invece decisiva la tracciabilità: i progetti verranno identificati con CUP (e, dove applicabile, CIG), da riportare anche nelle fatture elettroniche, per assicurare la ricostruibilità dei flussi finanziari e delle procedure.
Sul fronte economico e concorrenziale, valgono le regole sugli aiuti di Stato e il principio del divieto di doppio finanziamento: la cumulabilità con altri aiuti è possibile solo se non si superano i limiti massimi ammessi e senza coprire gli stessi costi già finanziati.
Il decreto, inoltre, si innesta sul quadro tecnico già definito dal decreto ministeriale del 19 aprile 2023 (Parco Agrisolare) per caratteristiche degli interventi e criteri di ammissibilità, inclusi limiti economici (come il tetto massimo di 1.500 €/kWp per i pannelli fotovoltaici).
Scadenze e tempi di realizzazione del Facility Parco Agrisolare
Le tempistiche indicate risultano particolarmente “stringenti”. Per i progetti ammessi:
• i lavori devono essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento;
• il termine ultimo per rendicontazione e completamento è fissato al 31 dicembre 2028.
Facility Parco Agrisolare: continuità con le precedenti edizioni e numeri aggiornati
La misura si inserisce in continuità con le precedenti edizioni del “Parco Agrisolare”, che hanno registrato un forte interesse da parte del settore, inducendo la Commissione europea a rifinanziare più volte l’iniziativa.
Dopo la prima revisione si è passati da una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro a 2,3 miliardi di euro. Con l’ulteriore rifinanziamento, che include gli attuali 789 milioni di euro, la dotazione complessiva della misura supera i 3 miliardi di euro.
Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, con i 2,35 miliardi di euro già assegnati sono stati finanziati più di 23.000 progetti e quadruplicando il target di potenza installata da fonti rinnovabili, passato da 375 MW a oltre 1.500 MW.
Per il settore agricolo ciò equivale a un incremento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente e ad un aumento della capacità solare del 26% considerando i progetti già realizzati.
Con i progetti finanziati verranno inoltre smaltiti oltre 3,6 milioni di metri quadrati di amianto, pari al 2,4% dei siti mappati a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente, mentre, per quanto riguarda i sistemi di accumulo, verranno superate le 17.000 unità, per una capacità complessiva di 721 MW, equivalente al 7,9% della capacità di accumulo nazionale rilevata dal GSE nel 2024.
Alla data attuale più di 15.000 imprese hanno già completato l’investimento, con una potenza installata pari a circa 1.000 MW. Con questo bando si potranno finanziare, secondo le stime, tra 4.000 e 6.000 nuove imprese.
